Come nascondere lo stordimento e lo sgomento che la permanenza in carcere di Ambrogio ha generato in modo progressivo, lasciandomi senza lacrime e senza fiato?

L’idea che nel caso di Ambrogio si stia difendendo un errore, a me pare lampante.

La totale assenza di corrispondenze, l’aleatorietà delle accuse, l’impotenza che proviamo sono qualcosa che mi ha annichilito.

Ora, venerdì prossimo, il provvedimento di arresto del 10 ottobre sarà esaminato da un collegio di 7 giudici della Cassazione. I troppi no alla libertà di Ambrogio, le motivazioni con cui lo trattengono in carcere da quel giorno riempiono il mio animo di angoscia e di paura, anche se tutti aspettiamo di riabbracciare libero Ambrogio l’8 marzo, che non sarà solo la festa della donna.

La speranza che giudici sereni guardino le carte, analizzino i fatti, le loro conseguenze, e ridiano senso alla parola giustizia sono più forti di ogni paura e di ogni angoscia.

La forza ci viene dai tanti amici che sul web ci sostengono, che scrivono ad Ambrogio e stanno vicino all’eroica Helene, segno di un tempo capace di distinguere, fatto di persone, di tante persone perbene.

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